TI PORTO AL SUCCESSO !

di Lucia Vignolo


Diffido sempre dai corsi di formazione che esibiscono questa promessa. Come quelli che promettono di “scioglierti i blocchi”. O anche, per entrare nel mio settore, quelli che ti fanno “dimagrire mangiando”, omettendo che ciò avverrà mangiando meno di prima, molto meno…
I coach e i counselor svolgono un lavoro difficile e delicato, e dovrebbero essere più prudenti e chiari nel linguaggio.
Prendiamo appunto il successo.
Che cosa intendiamo per successo?
Il dizionario dice “esito favorevole; buona riuscita”.
La parola però suggerisce qualcosa di più complesso; qualcosa di imponente.
Se ci chiedessero di fare il nome di una persona di successo, salterebbero fuori personaggi ricchi e famosi: i cosiddetti VIP.
A chi verrebbe in mente di considerare persona di successo il vicino di casa che ha tirato su un paio di figlioli rispettosi e buoni, è stato sempre onesto, ha lavorato dando il meglio di se, ha aiutato gli amici nel bisogno, è stato sempre fedele alla moglie e l’ha sempre coadiuvata nella conduzione familiare, ricercando con lei il giusto equilibrio di coppia che consentisse ad entrambi di esprimere le proprie potenzialità e realizzare i propri desideri?
Ma l’altra domanda è: quel vicino di casa si considera un uomo di successo? Dipende dal suo obiettivo. Se il suo sogno era quello di essere un buon marito, un buon padre di famiglia, un uomo onesto, un amico sincero, un professionista serio… insomma una brava persona e basta, allora l’obiettivo ha avuto esito favorevole, buona riuscita.
Se il suo sogno fosse stato invece di essere una brava persona, ma di trovare la sua realizzazione non nella famiglia ma ad esempio in uno sport, allora la riuscita non sarebbe stata buona.
Dico questo perché molte persone, specie i giovani, tendono a sognare una vita sopra le righe pur non avendo sufficiente determinazione, motivazione, coraggio e capacità per realizzare il sogno. Per diventare una famosa etoile bisogna frequentare la palestra e rinunciare alla discoteca… ad esempio…
Possiamo consigliare ai giovani di riflettere bene sulle loro scelte, di cercare degli obiettivi da raggiungere che siano compatibili con le loro possibilità di raggiungerli, ma soprattutto con la loro motivazione, il loro spirito di sacrificio, e soprattutto la loro fede. Possiamo suggerire loro di non tralasciare mai la formazione personale, sia della mente che dello spirito, per coltivare queste caratteristiche.
Ma la mia riflessione di donna “nella terza fase” è un’altra.
Supponiamo di avere vissuto la nostra vita e di essere arrivati ad una età in cui “i giochi sono fatti”. Se volevo diventare una ballerina o una pianista ormai è tardi.
Supponiamo dunque di avere avuto dei sogni da giovani, ma di non essere riusciti a realizzarli. A volte non bastano la fede, la motivazione eccetera.
Dobbiamo sentirci frustrati? Dobbiamo sentirci per forza falliti?
Proviamo a prendere un foglio di carta e scrivere cosa abbiamo realizzato nella nostra vita. Ci siamo guadagnati la pagnotta? Abbiamo cresciuto dei figli? Abbiamo avuto belle storie d’amore? La salute ci ha assistito? Abbiamo fatto viaggi, visitato città, coltivato un hobby, visto spettacoli teatrali che ci sono piaciuti, letto bei libri, frequentato amici cari, fatte scampagnate nella natura, imparato a dipingere, ascoltato buona musica, giocato a tennis, coltivato il giardino, partecipato ad una maratona, studiato il francese, … bè non dico tutte queste cose naturalmente, ma insomma abbiamo fatto qualcosa che ci è piaciuto, che ci ha dato gioia e serenità, abbiamo bei ricordi?
Molte persone scriverebbero su quel foglio parecchie cose. Tante cose grandi e piccole di cui rallegrarsi. Molte persone sono in realtà circondate di affetto che spesso non vedono.
Ebbene è ora di rivalutare il capitale. Di essere soddisfatti per i successi, anche se piccoli. Di essere grati per i doni ricevuti dalla sorte. E’ anche ora di prendere un altro foglio e di scriverci sopra cosa vorremmo ancora fare nel tempo che ci resta. Ed è ora di farlo, cominciando da una cosa, quella che ci piace di più. Non è mai troppo tardi per imparare a suonare il pianoforte, non diventeremo Ludovico Einaudi ma strimpelleremo “al chiaro di luna” per calmarci i nervi ed entrare nella magia.
Facciamolo, sorridiamo, ringraziamo e andiamo avanti ancora ad esplorare la vita, facciamolo per noi e anche per coloro che malgrado la motivazione, la buona volontà, la fede, il coraggio e quant’altro non sono stati così fortunati come noi e hanno dovuto rinunciare al sogno e magari anche attraversare molto dolore.

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